Fede e dintorni

Chi ama, impara a rischiare

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Chi ama, impara a rischiare.

A tutti, prima o poi, capita di dover rischiare. Per alcuni o molti il rischio sconfina nell’azzardo.
– Ci rendiamo conto che nel business come nella vita il rischio è un elemento essenziale e chi non non assume rischi non può avere successo.
– Anche la fede è disponibile a correre dei rischi: ed è lì che si manifesta la vera fede. Ma nell’amore, poi, il rischio diventa quasi d’obbligo: chi ama, sa rischiare.
– Nell’amare gli altri c’è il rischio di non essere corrisposti. E chi vuole amare impara a correre i rischi, perché il rischio più grande sarebbe quello di non rischiare nulla.
– Chi ama veramente sente che ci sono rischi che non può permettersi di correre e ci sono rischi che non può permettersi permettersi di non correre. – Quando il rischio è giusto, se si vince, si è felici; se si perde, si diventa più saggi.
– Diceva un pensatore: una nave è al sicuro nel porto, ma non è per questo che le navi sono fatte; sono fatte per navigare.

Una volta un uomo che viaggiava a piedi in una zona deserta si era perso.
♦ Dopo aver bevuto tutta l’acqua della sua borraccia, a causa del sole e del caldo gli venne una grande sete.
E adesso? Dove trovare l’acqua da bere?
Cominciò ad essere preoccupato.
♦ Quando stava quasi svenendo, vide una vecchia casa abbandonata. le girò attorno e trovò alla fine una profonda cisterna. Poteva vedere l’acqua in fondo.  C’era una pompa a manovella e un tubo per far uscire l’acqua.
♦ Più presto che potette, l’uomo girò la manovella. Ma non venne acqua!
Guardando a lato, vide una bottiglia piena d’acqua. Ed incollata ad essa c’era una nota che diceva: “Stappare il tappo della canna e versare tutta l’acqua nella cisterna. Quindi girare la manovella e l’acqua uscirà”.
♦♦ Vedendo quella pompa arrugginita, l’uomo dubitò: “Ma l’acqua uscirà davvero? Non sarebbe meglio per me bere l’acqua della bottiglia per dissetarmi?”
Ma poi pensò: “E se passa un altro da qui, nella mia stessa situazione, non avrà acqua da versare nella cisterna”.
E decise di versare tutta l’acqua della bottiglia nella cisterna.
Poi cominciò a girare la manovella, e subito l’acqua salì in abbondanza.
Bevve liberamente, riempì di nuovo la bottiglia, riempì la sua borraccia e proseguì il viaggio.

Coloro che hanno l’acqua viva della grazia, sanno pensare agli altri.
Non possiamo pensare solo a noi stessi, dimenticando il prossimo. Anche rischiando: è bello pensarci l’un l’altro.

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Chi ama veramente sente che ci sono rischi che non può permettersi di correre e ci sono rischi che non può permettersi di non correre. Quando il rischio è giusto, se si vince, si è felici; se si perde, si diventa più saggi. Non possiamo pensare solo a noi stessi, dimenticando il prossimo. Bisogna rischiare: è bello pensarci l’un l’altro.

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